Le Strade di Monza
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Eva Levi Segrè

Evento

Il Violino della Shoah. Come tante famiglie ebree anche i Levi dopo l’8 settembre decisero di lasciare la loro casa a Torino per rifugiarsi in Svizzera; si fermarono a Tradate presso una villa di amici in attesa di un “passatore” che li conducesse in salvo. Non fecero in tempo. Il 12 novembre vennero portati alla stazione di Milano al binario 21 da dove partivano i treni per i campi di concentramento: Ad Auschwitz la madre venne subito gasata, il fratello Enzo portato ai lavori forzati e la giovane Eva, 16 anni, venne assegnata alla orchestra femminile del campo. Infatti, nascosto sotto il cappotto, aveva portato con sé il suo violino. Questo strumento la salvò per qualche tempo ma, purtroppo, quando il violino si ruppe e non poté più suonare, Eva non era più utile per lo svago delle SS e venne eliminata. L’unico rimasto della famiglia Levi Segre era il fratello che, dopo la liberazione, alla ricerca della sorella trovò solo lo strumento, rotto ma riconoscibile da un biglietto incollato all’interno della cassa e lo fece aggiustare da un liutaio, ma non lo ritirò perché, nel frattempo sconvolto dalla sua terribile esperienza si uccise. Un appassionato di violino trovò dal liutaio lo strumento lo acquistò e trasmise questa storia ad una scrittrice, Anna Lavatelli, che ne ha tratto un libro per bambini: “Il volino della Shoah”. Un modo delicato per raccontare il male ai più piccoli perché comprendano e non dimentichino.

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