Le Strade di Monza
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Via Amatore Sciesa

Persona

Persone onorate

Amatore Sciesa

Nascita
1814, Milano
Morte
1852, Milano

Tappezziere, entrò in contatto con gruppi di patrioti repubblicani milanesi nel 1850, reso sensibile dalle recenti Cinque Giornate e dalla durezza del regime poliziesco instaurato da Radetzky che dopo quei fatti aveva istituito la legge speciale del tempo di guerra, detta legge stataria. Era sempre più difficile trasmettere scritti clandestini ed esporre pensieri liberi. Egli si prestava appunto a diffondere volantini a favore della libertà della Lombardia quando fu bloccato e condannato a morte per tradimento. Condannato all’impiccagione in mancanza del boia, fu poi fucilato. Viene ricordato perché durante il tragitto verso il patibolo, o passando sotto la propria abitazione o, secondo altri, nelle vicinanze della forca, incoraggiato dal prete che lo accompagnava a pentirsi e dire i nomi dei compagni, si rifiutò e disse in dialetto: “tiremm innanz”, andiamo avanti. Accettando il suo destino tragico e rifiutando di salvare la propria vita in cambio di quella dei compagni dimostrò un grande senso dell’onore.

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