Via Antonio Gramsci
Persona
Persone onorate
Antonio Gramsci
- Nascita
- 1891, Ales
- Morte
- 1937, Roma
Personaggio di grande interesse culturale e politico, considerato uno dei grandi intellettuali del XX secolo. Una vita difficile, la sua, caratterizzata dalla povertà e da un relativo isolamento durante la fanciullezza e dalla malattia della tubercolosi ossea che accentuò la debolezza fisica; aveva una grande voglia di studiare e imparare, frustrato dalla malattia e dalla fatica di mantenersi agli studi, sia al liceo che all’università di Torino. Fin da ragazzo mostrò interesse e capacità nel giornalismo e alcuni suoi scritti furono pubblicati dall’ Unione Sarda. Nel 1911 vinse una borsa di studio per L’università di Torino e fece così la conoscenza con una grande città che si stava industrializzando e dove gli operai potevano essere una massa critica e ne influenzarono le riflessioni politiche e dove gli incontri intellettuali furono di grande stimolo. Qui conobbe Palmiro Togliatti e Umberto Terracini. E il coetaneo Piero Gobetti. Scriveva per “Il grido del popolo” e l‘“Avanti!” per il quale trattava ogni genere di notizia: commenti politici, cronaca, critica teatrale: stroncava senza pietà il teatro leggero e anche Pirandello del quale apprezzò solamente “Liolà”. — 1917 pubblicò il suo saggio “La rivoluzione contro il capitale”. E fondò il giornale “Ordine Nuovo”; nel 1919 fondò “Democrazia operaia”, punto di riferimento anche per Piero Gobetti e Carlo Rosselli. Subito dopo la Marcia su Roma, ‘22, il giornale fu devastato dalle squadracce fasciste; rinacque sotto altra forma ma intanto, nel ‘21 al congresso di Livorno il Partito Socialista si era spaccato ed era nato il Partito Comunista. Egli fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia e per un anno fu inviato a Mosca per rielaborare le sue teorie. Dopo il delitto Matteotti il regime divenne ancora più sfacciatamente violento mentre “Ordine Nuovo” accusava Mussolini di assassinio. Rimase segretario fino al ‘26 quando fu arrestato dal regime e incarcerato a Regina Coeli, poi a Ustica e infine a San Vittore, fino al ‘34, nonostante l’interessamento del Vaticano che trattava per liberarlo. Fu liberato, infine, per gravi problemi fisici. Morì nel ‘37 nella clinica in cui visse da ricoverato gli ultimi anni. Le opere più importanti: “I Quaderni del carcere”, “Lettere dal carcere”, tutti gli scritti su “Ordine Nuovo”.