Le Strade di Monza
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Via Bezzecca

Battaglia
Credito: Fonte da verificare

La battaglia di Bezzecca combattuta il 21 luglio 1866 nella valle di Ledro, in Trentino, fu uno degli episodi più noti della terza guerra d’indipendenza italiana. Protagonisti dello scontro furono i volontari del Corpo italiano guidati da Giuseppe Garibaldi e le truppe dell’Impero austriaco. Pur trattandosi di un’azione militare circoscritta, l’eco dell’evento superò di molto la sua dimensione tattica, soprattutto per le conseguenze politiche che ne seguirono. Nel 1866 il Regno d’Italia si era alleato con la Prussia contro l’Austria, con l’obiettivo di ottenere il Veneto. Mentre l’esercito regolare operava sul fronte del Mincio e subiva la sconfitta di Custoza, Garibaldi era stato incaricato di guidare un corpo di volontari nelle regioni alpine del Trentino, allora sotto dominio asburgico. L’intento era duplice: impegnare forze austriache lontano dal fronte principale e alimentare l’aspirazione all’annessione delle terre “irredente”. A Bezzecca le truppe garibaldine, composte in larga parte da volontari male equipaggiati, ma animati da forte motivazione, affrontarono reparti austriaci ben addestrati. Il combattimento fu acceso e si sviluppò tra il paese e le alture circostanti. Nonostante le difficoltà del terreno e la resistenza avversaria, i garibaldini riuscirono a prevalere, costringendo gli austriaci a ripiegare. La vittoria apriva la possibilità di un’avanzata verso Trento, obiettivo simbolicamente e strategicamente rilevante. Tuttavia, pochi giorni dopo, la conclusione delle ostilità tra Prussia e Austria mutò il quadro generale. Il governo italiano, nell’ambito delle trattative diplomatiche, ordinò a Garibaldi di fermare l’offensiva e di ritirarsi. Celebre rimase la sua risposta telegrafica, “Obbedisco”, divenuta emblema di disciplina patriottica e insieme di amara rinuncia. Nel bilancio complessivo del Risorgimento, Bezzecca non fu decisiva sul piano territoriale, ma ebbe un forte valore simbolico. Mostrò la persistenza dell’iniziativa volontaria accanto all’esercito regolare e mantenne viva la questione del Trentino, che sarebbe stata risolta solo mezzo secolo più tardi.

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