Le Strade di Monza
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Via Camillo Benso Conte di Cavour

Persona
Credito: Fonte da verificare

Persone onorate

Camillo Benso Conte di Cavour

Nascita
1810, Torino
Morte
1861, Torino

Il grande tessitore dell’unità italiana. Piemontese di famiglia nobile legata alla monarchia è stato uno dei grandi protagonisti del Risorgimento, ed è annoverato fra i Padri della Patria. Grande statista iniziò la carriera politica nel 1848 nel Parlamento subalpino; nel ‘50 fu ministro delle finanze con D’Azeglio presidente del Consiglio, in un momento difficile per l’abdicazione di Carlo Alberto e il biennio rivoluzionario; nel ‘52 divenne lui stesso presidente del Consiglio e autorevole punto di riferimento dei moderati. Aveva molti obbiettivi: riformare l’arretrato Piemonte, accrescere il Regno di Sardegna con tutto il nord Italia, inserirlo fra le grandi potenze europee e ridimensionare l’influenza della Chiesa nella vita civile. Promulgò nuove leggi, affermò il principio “Libero Stato in libera Chiesa”, riassestò il bilancio e convinse Vittorio Emanuele II ad ascoltare “il grido di dolore che da tanta parte d’Italia giunge fino a noi”. Con la partecipazione del Piemonte alla alleanza per Guerra di Crimea pose all’Europa la questione dell’autonomia italiana e inserì il Piemonte fra le potenze europee. Con manovre diplomatiche senza remore convinse l’imperatore Napoleone III ad allearsi con re Vittorio Emanuele e creò le condizioni per provocare la guerra contro l’Austria: la seconda di Indipendenza 1859, con cui il Piemonte poté annettersi la Lombardia. L’anno successivo accettò molto controvoglia l’accordo del Re con Garibaldi per la Spedizione dei Mille, e cercò di mettere ostacoli alla vittoria dei volontari; quando vide che la Spedizione avrebbe avuto grande successo fece portare l’esercito al sud e con la battaglia di Castelfidardo e l’assedio di Ancona mise il sigillo di Casa Savoia sulla operazione di garibaldini e repubblicani e bloccò il proseguimento di Garibaldi verso Roma: lo Stato della Chiesa non doveva essere attaccato. Poco dopo la proclamazione del Regno d’Italia- 17 marzo 1861- morì improvvisamente. Accorto diplomatico agiva su più fronti utilizzando le persone per i suoi fini, e coglieva al volo le occasioni. Aborriva Mazzini e temeva Garibaldi possibili portatori di un sovvertimento istituzionale. Utilizzò per i suoi scopi il progetto mazziniano dell’Unità d’Italia e la forza trascinatrice del Generale che avevano motivato il popolo italiano a combattere e morire per la Patria.

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