Via Carlo Cattaneo
Persona
Persone onorate
Carlo Cattaneo
- Nascita
- 1801, Milano
- Morte
- 1869, Lugano
Viene ricordato con grande rispetto e ammirazione per la vita dedicata agli studi, all’insegnamento e all’incoraggiamento dei giovani verso il progresso mediante applicazioni tecnologiche divulgate dalla rivista mensile “Il Politecnico: Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e alla coltura sociale”. Fondata nel ‘39 andò avanti, con una interruzione dal ‘44 al ‘59, fino al 1869, anno della morte del fondatore. E ‘stata una iniziativa fondamentale per preparare il terreno per il risveglio delle coscienze più avvertite della necessità di risorgere e scuotersi dal pesante sfruttamento degli oppressori stranieri e prepararsi alla rivolta. Fra progetti e applicazioni tecnologiche di miglioramento delle coltivazioni, la cura dei gelsi per proteggere la bachicultura, la necessità di nuovi canali o nuove strade di comunicazione, e cambiamenti nei metodi dell’istruzione, mostrava come avrebbe giovato all’economia e alla democrazia l’indipendenza dallo straniero. Il momento più operativo per Cattaneo arrivò con le Cinque Giornate quando Enrico Cernuschi, (Vedi Cernuschi) suo studente e suo grande ammiratore, lo convinse a partecipare al Consiglio di Guerra. Si rivelò molto efficiente e determinato, lui repubblicano e federalista, nei confronti dei conservatori monarchici come il barone Gabrio Casati, Podestà di Milano, e capo del Governo Provvisorio durante la liberazione, legato a Carlo Alberto di Savoia di cui invocava l’intervento e l’annessione al Regno di Sardegna. Come sappiamo il 22 marzo Milano si liberò autonomamente dall’Austria; Carlo Alberto accettò di intervenire, a Milano liberata, nella Prima Guerra di Indipendenza al fianco dei volontari, con l’intento di conquistare nuovi territori. Dopo le prime battaglie vittoriose, incerto sul da farsi e timoroso di una vittoria dell’Austria, si fermò al Mincio e si ritirò a Torino dopo avere promesso ai milanesi che lo chiedevano sotto le sue finestre, che l’indomani avrebbe ripreso al guerra; quella stessa notte, invece, aiutato dal suo luogotenente La Marmora fuggì (Vedi Carlo Alberto). Si ricorda anche uno scontro politico di Cattaneo con Mazzini accorso a Milano da Londra alle prime notizie della insurrezione attraversando clandestinamente mezza Europa. Mazzini propugnava l’unità dell’Italia, Cattaneo sosteneva il federalismo regionale. Nonostante questo i due avevano grande stima l’uno per l’altro e quando già era malato Cattaneo inviò a Mazzini una sua coperta personale in segno di amicizia: la stessa coperta con cui si era avvolto Mazzini negli ultimi momenti della sua vita, a Pisa, e con cui lo ritrasse Silvestro Lega (Vedi Silvestro Lega). Al ritorno degli Austriaci Cattaneo aveva lasciato Milano per Lugano, in località Castagnola. Fondò il Liceo di Lugano dove continuò ad insegnare mentre dava il proprio contributo di idee e scritti alla casa editrice Tipografia della Svizzera italiana che pubblicò il Politecnico e molti altri libri e giornali improntati all’indipendenza della Lombardia. Attività questa di fondamentale importanza per la diffusione di scritti liberali e patriottici, sostenuta dai fratelli Filippo e Giacomo Ciani, banchieri, amici e sodali di Federico Confalonieri che erano riusciti a fuggire da Milano prima della retata del 1821; quella stessa che mandò allo Spielberg Pellico, Solera, Maroncelli, Confalonieri, Borsieri e molti altri. Villa Ciani rimase per molti anni un punto di riferimento importante per gli esuli italiani; fra gli altri ospitò anche Mazzini. Carlo Cattaneo morì il 6 febbraio 1869; il suo corpo fu traslato a Milano e posto in un sarcofago uguale a quello di Manzoni e situato al Famedio. C’è qualcosa che lo lega a Monza: in gioventù, attirato dal mondo classico, aveva voluto studiare al Seminario Arcivescovile di Monza, oggi Liceo Zucchi, lasciandolo però, prima di confermare l’intenzione di diventare sacerdote.