Le Strade di Monza
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Via Carlo e Pietro Rivolta

Persona

Persone onorate

Carlo Rivolta

Pietro Rivolta

Monza, il 13 settembre 1848 una modesta famiglia contadina venne decimata dalla polizia austriaca che, a seguito di una soffiata traditrice, trovò nascosta sotto il letamaio della loro cascina posta al limitare della Città, nella zona dell’attuale via Rivolta, una cassa di legno che conteneva un fucile, alcune munizioni e delle bandiere tricolori. Solo pochi giorni prima un proclama firmato dal colonnello Poltinger, comandante militare di Monza, intimava ai sudditi di consegnare tutte le armi eventualmente detenute pena la morte e ricordava che era in atto la legge marziale. In seguito a tale ritrovamento Carlo, il padre, Pietro il figlio, furono condotti all’ottavo platano dell’attuale viale Cesare Battisti e fucilati e sepolti immediatamente nello stesso luogo, in terra sconsacrata. Fu graziato solo il ragazzo non ancora quattordicenne e la madre. La cascina fu bruciata insieme al bestiame. I monzesi non poterono reagire a questo atto crudele, ma, nel 1859, quando la Lombardia fu liberata dall’Austria con la Seconda guerra di Indipendenza vinta dai Franco- Piemontesi, si ricordarono dei due poveri corpi abbandonati, li traslarono al cimitero di San Gregorio con grande e solenne corteo situati in un sacello. Nuovamente traslati il 4 novembre 1911 nel nuovo Cimitero Urbano dove sono ricordati con un imponente monumento raffigurante l’Italia avvolta nel tricolore e dedicato a tutte le vittime per l’Indipendenza italiana. Monza li ricorda con una strada loro dedicata e renderà loro il dovuto omaggio quando restaurerà il monumento nel cui piedistallo sono conservati i loro poveri resti. “Tra i nost mort, quest’ann van onoràa i due Rivolta, martiri bei e glorios d’ona patria che on mai rinegàa” (Enrico Gerosa)

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