Le Strade di Monza
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Via Don Giovanni Verità

Persona

Persone onorate

Don Giovanni Verità

Nascita
1807, Modigliana
Morte
1885, Modigliana

Semplice parroco di una cittadina piccola ma importante per la posizione di transito sull’ Appennino Tosco- Romagnolo in quel tempo parte del territorio toscano. Don Giovanni, figlio di un generale napoleonico, fu di idee liberali e critico verso il potere temporale del Papa; iscritto alla Giovine Italia. Per tutto il periodo del Risorgimento fece parte della “Trafila Romagnola”, o “Trafila garibaldina”, una specie di staffetta, di rete clandestina di “passatori” repubblicani che aiutavano i patrioti in fuga dalle guardie papaline a trovare rifugio nel Granducato di Toscana, molto più aperto e permissivo verso i cospiratori e i dissidenti. Fra i tanti fuggitivi che portò in salvo, a rischio della propria vita, nell’agosto del ‘49 furono Garibaldi e il suo aiutante capitano Leggiero rimasti soli dopo aver sciolto la compagnia e dopo aver sepolto la povera Anita a Mandriole, ricercati dai francesi e dalle guardie. Cercavano la salvezza e arrivarono a Don Verità che li nascose per alcuni giorni nella sua casa per permettere a Leggiero di guarire da una ferita e trovare il passaggio verso la Toscana dove Leggiero trovò rifugio e da dove il Generale riuscì a raggiungere Nizza e successivamente imbarcarsi per l’America dove rimase un anno a New York facendo l’operaio in una fabbrica di candele. Don Giovanni continuò nel suo impegno per la patria ma ricordò sempre con commozione e orgoglio di avere portato in salvo l’eroe tanto ammirato. Al momento della morte non gli fu concessa la benedizione in chiesa. In ricordo del coraggioso prete-patriota molte città hanno dato il suo nome a strade e la sua città natale, Modigliana, gli ha dedicato un museo[. [Ritratto di Silvestro Lega]{.underline}]{.mark}

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