Le Strade di Monza
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Via Enrico Cernuschi

Persona
Credito: Fonte da verificare

Persone onorate

Enrico Cernuschi

Nascita
1821, Monza
Morte
1896, Mentone

Ebbe una vita avventurosa e fortunata. Da giovane benestante nato a Monza, divenne protagonista delle Cinque Giornate di Milano; si narra che sia stato proprio Cernuschi a dare il via alla rivolta di Milano, presto diventata rivoluzione, la mattina del 18 marzo 1848, sguainando una sciabola e un tricolore al Broletto e incitando la folla contro le truppe austriache che da tempo provocavano i milanesi; trovò il modo di entrare nel ristretto Consiglio di Guerra nel quale inserì Carlo Cattaneo che ne divenne la guida politica. In quei giorni fu attivissimo: coinvolse i ragazzi dei Martinitt, un orfanotrofio pubblico, e li fece diventare portaordini nelle strade bloccate dai militari nemici e dalle barricate; fece forgiare delle barriere con punte di ferro per impedire il passaggio dei cavalli ed era ovunque ci fosse da combattere. Alla fine ingloriosa della prima guerra di Indipendenza con il ritiro delle truppe di Carlo Alberto di Savoia, e al rientro a Milano degli austriaci ancor più feroci e aggressivi, Cernuschi si recò a Roma dove alte erano le richieste di cambiamento al Papa-Re e in pochi mesi anche a Roma scoppiò la rivolta a cui accorsero Garibaldi con i suoi volontari, Mazzini dall’esilio di Londra, Aurelio Saffi e tantissimi patrioti da tutta Italia e dall’esilio. Fu proclamata la Repubblica Romana: la realizzazione dei progetti, dei sogni dei mazziniani. Il Papa Pio IX da Gaeta dove si era rifugiato, fece appello a tutti i regnanti cattolici affinché venissero a liberare Roma: mandarono truppe i Borboni, la Spagna, ma soprattutto la Francia che sbarcò a Civitavecchia guidata dal generale Oudinot e cinse di assedio Roma; Garibaldi subito arrivato per difendere la Repubblica affrontò gli eserciti nemici e mentre si combatteva casa per casa, i deputati eletti In Assemblea scrivevano la Costituzione: l’atto politicamente più significativo del Risorgimento. Essa fu approvata alla unanimità mentre i francesi stavano travolgendo la difesa ed entravano in Campidoglio. Cernuschi fu fatto prigioniero e portato in Francia ma rimase in prigione ben poco, e trovò subito un lavoro, dove si fece notare con una proposta di economia bancaria innovativa che lo portò a lavorare per la Banque de Paris — oggi BNP Paribas- e a diventare milionario. Divenne collezionista di arte orientale. Nel testamento lasciò una importante somma ai Martinitt di Milano. Mentre lasciò la sua villa di Parigi con la preziosa collezione alla città che lo aveva accolto che oggi la annovera come Musèe Cernuschì. Spesso gli antichi compagni si rivolgevano a lui per sostegno economico, rimase sempre rigorosamente repubblicano.

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