Le Strade di Monza
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Via Felice Orsini

Persona
Credito: Fonte da verificare

Persone onorate

Felice Orsini

Nascita
1819, Meldole
Morte
1858, Parigi

Ragazzo inquieto e insofferente si ritrovò implicato nella morte di un cameriere di famiglia; evitò il carcere entrando in Seminario da dove uscì ben presto per frequentare affiliazioni alla Carboneria. Partecipò ai moti di Romagna del 1843, alla Prima Guerra di Indipendenza e alla Costituente della Repubblica Romana. Nel ‘53 organizzò una rivolta in Lunigiana e cercò di sollevare anche la Valtellina, senza successo. Imprigionato nel Castello di Mantova organizzò una fuga rocambolesca con l’aiuto di una amica mettendo in ridicolo la polizia austriaca. Per portare l’attenzione dell’Europa sulla infelice condizione italiana e sollecitare la Francia a intervenire contro l’impero Austro-ungarico organizzò con Antonio Gomez e Carlo De Rudio, un attentato contro Napoleone III. L’attentato avvenne a Parigi il 14 gennaio 1858 all’ingresso del sovrano al Teatro dell’Opera: fu una strage 12 morti 156 feriti mentre l’imperatore e la moglie, Imperatrice Eugenia, rimasero illesi. Orsini fu ghigliottinato il 13 marzo ‘58. Il suo gesto disperato, la sua morte e la lettera che, indirizzata all’imperatore e da quest’ultimo fatta pubblicare sulla stampa, portarono all’attenzione del mondo in modo drammatico la questione italiana e contribuì a convincere Napoleone a stringere gli Accordi di Plombièrs-les Bains, 1858, con Vittorio Emanuele e preparare la Seconda Guerra di Indipendenza. ”(…) scongiuro Vostra Maestà di rendere alla mia patria l’indipendenza che i suoi figli hanno perduta nel1849 per colpa dei Francesi. Vostra Maestà si ricordi che gli italiani, fra i quali trovavasi mio padre, versarono con gioia il loro sangue per Napoleone il Grande, ovunque li piacque di condurli; ella non dimentichi che gli italiani sono stati fedeli fino alla sua caduta; si ricordi pure che fintanto che l’Italia non sarà indipendente la tranquillità dell’Europa e quella di Vostra Maestà saranno una chimera. Vostra Maestà non respinga la voce suprema d’un patriota che sta per salire al patibolo. Vostra Maestà liberi la mia patria e le benedizioni di 25 milioni di cittadini lo seguiranno nella prosperità” Dalla prigione di Mazas, 11 febb. F. Orsini * *

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