Le Strade di Monza
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Via Fratelli Cairoli

Persona
Credito: Fonte da verificare

Persone onorate

Benedetto

Nascita
1825
Morte
1889

Ernesto

Nascita
1833
Morte
1859

Luigi

Nascita
1838
Morte
1860

Enrico

Nascita
1840
Morte
1867

Giovanni

Nascita
1844
Morte
1869

Adelaide

Nascita
1806
Morte
1871

I cinque fratelli figli di Carlo e Adelaide Bono, di Groppello, Pavia, costituiscono, con i loro genitori un esempio luminoso di dedizione totale alla patria. Benedetto, (1825-1889) il maggiore, nonostante una grave ferita ricevuta durante la Spedizione dei Mille, fu l’unico che concluse la sua vita di morte naturale dopo essersi dedicato interamente al riscatto dell’Italia. Dopo l’Unità, fu presidente della Camera e due volte presidente del Consiglio. Venne a Monza il 3 giugno 1886 per la solenne inaugurazione del monumento di Garibaldi e la nostra città gli dedicò una lapide con un medaglione posta nella stessa piazza Garibaldi. Ernesto (1833-1859) morto in battaglia nella seconda Guerra di Indipendenza a cui partecipò con il Corpo dei Cacciatori delle Alpi. Luigi (1838-1860) morto di tifo a Cosenza durante la Spedizione dei Mille. Enrico (1840-1867)- morto a Roma a Villa Glori durante un sanguinoso scontro fra i 70 patrioti e i militari papalini durante la spedizione dell’Agro Romano per la liberazione di Roma. Giovanni (1844-1869) morto in seguito alle ferite riportate nella stessa spedizione. Ricordiamo qui anche la loro madre Adelaide (1806-1871), che insegnò l’amore per la patria e che “Dulce et decorum est pro patria mori” (È dolce e onorevole morire per la patria) il verso di Orazio diventato il motto di famiglia, inciso anche nella cappella loro dedicata a Groppello. Anche ad essa come ai suoi figli furono dedicati dei monumenti e divenne per l’Italia patriottica l’esempio della madre dolorosa. La loro cittadina di nascita si chiama ora Groppello Cairoli, e le nostre città li ricordano con cippi e strade. La tragica avventura di Enrico e Giovanni è immortalata in un commovente monumento al Pincio e con un’ode, dal titolo “Villa Gloria” formata da 25 sonetti, scritta nel 1876 da Cesare Pascarella, poeta dialettale romano.

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