Via Giovanni Amendola
Persona
Persone onorate
Giovanni Amendola
- Nascita
- 1882, Napoli
- Morte
- 1926, Cannes
Già a 15 anni si iscrisse al Partito Socialista e l’anno successivo iniziò la carriera di giornalista. In seguito ai moti del 1898 di Milano, quelli sedati a cannonate dal generale Bava Beccaris, ci furono retate della polizia negli ambienti degli oppositori al governo e, fra gli altri, Amendola subì il primo arresto. Collaborò a varie testate avvicinandosi al gruppo di intellettuali de “La Voce”, rivista letteraria fiorentina animata da Prezzolini, Papini e De Robertis che rappresentò una avanguardia di rottura antiretorica. Si dichiarò interventista per attuare il completamento dell’Unità italiana, si arruolò e si trovò a combattere sull’Isonzo: meritò una medaglia di bronzo. Si impegnò poi in politica cercando di unire movimenti liberal-socialisti antimarxisti e antifascisti e come giornalista ne “Il Mondo” altro importante centro di cultura e politica, e ne “Il Corriere della Sera”. Nel ‘22 venne eletto alla Camera nel collegio di Salerno. Il delitto Matteotti del ‘24 segnò un discrimine e la sua posizione divenne sempre più irremovibile contro il fascismo. Pubblicò con altri deputati e intellettuali, fra questi anche Benedetto Croce, un manifesto dei deputati antifascisti. Si adoperò per attuare il così detto Aventino con l’intento di esprimere opposizione attraverso l’abbandono del Parlamento per mettere in difficoltà la maggioranza fascista. Questa operazione non ebbe successo, Mussolini divenne sempre più potente e violento e lo fece aggredire, per la seconda volta, mentre era a Montecatini. I danni subiti lo condussero alla morte in pochi mesi, a Cannes dove era ricoverato per curarsi, il 7 aprile1926. Le spoglie furono traslate solo nel 1950 al Cimitero di Poggioreale a Napoli.