Via Napoleone
Persona
Persone onorate
Napoleone
- Nascita
- 1869, Ajaccio
- Morte
- 1821, Isola di Sant'Elena
Grande condottiero, grande politico. Dalla piccola nobiltà corsa, di origine pisana, a Imperatore dei Francesi. Fulminante carriera nei primi anni con la Spedizione d’Italia nel 1796 organizzata dalla Repubblica Francese contro l’Impero austriaco. In soli dieci giorni l’Armata d’Italia guidata da Napoleone, con una serie di vittorie, arrivò a Milano respingendo sempre più ad est gli Austriaci, mentre attaccava anche la Toscana e Napoli e istituiva le Repubbliche. Fu infatti Napoleone che il 29 giugno del 1797 a Villa Pusterla di Limbiate, trasformata nel suo quartiere generale, istituì la Repubblica Cisalpina, nata dalla Repubblica Cispadana unita alla Repubblica Transpadana, che si estendeva dalla Lombardia al Veneto ed Emilia Romagna, riconosciuta dall’Austria, col trattato di Campoformio, ottobre ‘97, con il quale cedeva il territorio di Venezia all’Austria. La sua presenza in Italia portò una ventata di novità: risvegliò i giovani depressi da una situazione stagnante e opprimente e fece loro intravedere la possibilità di autogovernarsi attraverso la “repubblica” l’autodeterminazione dei popoli. Fra questi citiamo Ugo Foscolo che tanto amò la risolutezza di Napoleone e tanto lo disprezzò per avere ceduto Venezia ai nemici. Dette agli italiani una bandiera, il tricolore simile a quello francese, nata a Reggio Emilia il 7 gennaio ‘97, adottata inizialmente dalla Legione Lombarda formata da italiani che combattevano a fianco dei francesi; smantellò il feudalesimo mantenendo però le proprietà ai baroni. Fece chiudere conventi e chiese. Nella seconda permanenza in Italia nel 1800 trasformò l’urbanistica di Milano dandole l’impronta di grande città, col Foro Bonaparte, la Pinacoteca di Brera, L’arco della Pace; e la via del Sempione che unisce Milano a Parigi. Scrisse i Codici Civili e del Commercio; scelse Milano per auto incoronarsi re d’Italia con la Corona Ferrea, 1805. Conosciamo le innumerevoli imprese militari e le vicende del grande condottiero che tradì, per esaltazione del potere e sete di nuove conquiste, le convinzioni politiche della gioventù. Tradì anche la grande bellezza dell’arte italiana saccheggiando e trafugando verso Parigi le nostre opere più famose, di cui oggi si vanta la Francia. La sua energia mai doma fu un terremoto che sconquassò l’Europa, un esempio e un riferimento vivo anche dopo la sconfitta definitiva e il definitivo esilio a Sant’Elena. Mentre gli imperi tornarono negli antichi confini e riportarono sui rispettivi troni le antiche dinastie, i popoli cominciarono a comprendere che avrebbero dovuto ribellarsi e organizzare rivolte se volevano liberarsi dall’occupazione straniera, e, dopo il breve periodo della Restaurazione, iniziò il Risorgimento a cui aveva contribuito in qualche modo anche Napoleone. Monza è legata al ricordo del grande Corso che frequentò la Villa Reale assegnata al figliastro Eugenio de Beauharnais, e gli dedicò una nuova, breve, strada che collega piazza Duomo e piazza Roma. Morì il 5 maggio 1821 dopo sei anni di esilio in un’isola completamente fuori dal mondo. Con il titolo “Il Cinque Maggio” Manzoni dedicò una poesia all’imperatore, e ricorda, ammirato e pietoso, le tante vicende; sospende il giudizio, che spetta solo al “Massimo Fattor”. Le sue spoglie sono state condotte a Parigi nel 1840 e sono conservate in un sarcofago di marmo rosa circondato dalle incisioni dei nomi delle sue vittorie all’Hotel des Invalides, Musèe de l’Armèe.