Le Strade di Monza
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Via Paolo Mantegazza

Persona
Credito: Fonte da verificare

Persone onorate

Paolo Mantegazza

Nascita
1831, Monza
Morte
1910, San Terenzo

Famoso medico, fisiologo, prolifico scrittore, ammiratore e divulgatore di Darwin, fondatore della cattedra di Antropologia e del Museo Nazionale di Antropologia e Etnologia a Firenze, e viaggiatore a fini di studio; fu deputato di Monza per quattro legislature con una posizione liberale moderata; si adoperò a favore della scuola laica e dello studio delle materie scientifiche; in seguito, per tre legislature fu nominato senatore grazie alla sua fama di uomo di cultura e di divulgatore delle scienze umane. Figlio di Giovanni Battista e Laura Solera, (Vedi Laura Solera) a sedici anni, durante le Cinque Giornate si era impegnato con la madre all’ospedale Sant’Ambrogio, e di notte montava la guardia alle mura ma non fu accettato nel battaglione dei volontari per la Prima Guerra di Indipendenza perché troppo giovane; l’anno successivo, da Pisa dove studiava medicina si era unito al battaglione degli studenti toscani pronti a partire per la guerra, dove in molti avrebbero perso la vita nella battaglia di Curtatone e Montanara (Vedi Curtatone e Montanara) riempiendosi di gloria; ma Paolo, che aveva ambìto a quella gloria per la patria, e alcuni compagni, per disguidi logistici, non poterono partire. L’idea di essere in qualche modo scartato e non avere potuto dare il suo apporto alla patria lo fece raffreddare verso l’impegno patriottico che aveva appreso dalla madre. Non fece mancare il suo sostegno alle attività benefiche di Laura per la quale aveva una grandissima ammirazione. Lo si può inquadrare nella corrente del Positivismo sempre a favore del progresso dell’Italia attraverso lo studio dell’uomo, le scienze e la loro divulgazione. Nonostante abbia conosciuto molto da vicino i più importanti protagonisti del Risorgimento attraverso la madre e il fratello minore Emilio, ufficiale garibaldino, e abbia seguito gli eventi bellici, mantenne un atteggiamento distaccato preferendo impegnarsi a divulgare le conoscenze scientifiche e sanitarie. Monza gli ha dedicato una strada, vicino a quella in cui abitò da ragazzo, e sulla sua casa, in via Zucchi, ha apposto una grande targa in marmo e conserva i 62 volumi del “Diario della mia vita” fonte di notizie scientifiche e storiche e personali di grande interesse.

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