Via Pier Fortunato Calvi
Persona
Persone onorate
Pier Fortunato Calvi
- Nascita
- 1817
- Morte
- 1855
Originario di Noale, studiò a Padova al seguito del padre commissario della Polizia austriaca e proseguì gli studi a Vienna iniziando la carriera militare; era tenente di stanza a Venezia quando, nel 1848, scoppiarono in tutta Europa le insurrezioni popolari contro le monarchie. Fece una scelta audace ispirata dall’amore per la patria: lasciò l’esercito imperiale si arruolò dalla parte dei patrioti italiani con Daniele Manin, e, col grado di capitano, si mise al servizio della Repubblica di Venezia. Inviato nel Cadore alla difesa del confine, mise insieme una armata di quasi 5000 volontari, poco esperti e male armati, ma coraggiosi e sostenuti dall’ amore per la patria; riuscirono a respingere in vari assalti una colonna proveniente dalla valle del Boite e poi a sconfiggere a Ospitale le truppe del generale von Kulotz. Per questa eroica resistenza fu chiamato anche “Novello Leonida”. Il mese successivo l’Austria tentò nuovamente di aprirsi la strada del Cadore, questa volta con maggiore fortuna e Calvi e la sua squadra dovettero fuggire e prendere la via dell’esilio. Nelle sue peregrinazioni conobbe Mazzini che lo incoraggiò a tentare nuovamente di organizzare una insurrezione nel Cadore e, nel 1853 mise insieme una nuova spedizione con pochi compagni ma le loro mosse non erano passate inosservate e furono catturati: Calvi si assunse tutte le responsabilità, fu condannato all’impiccagione per tradimento, essendo considerato suddito e ufficiale austriaco, mentre i compagni fecero pochi anni di galera. La sentenza fu eseguita a Lunetta nei pressi Mantova; il suo nome viene accostato ai Martiri di Belfiore. Ci sono molti monumenti a lui dedicati in tutto il Veneto, in particolare a San Vito di Cadore, città medaglia d’oro al valore per i fatti del 1848, dove aveva lasciato una memoria vivissima tanto che, durante la Resistenza fu intitolata a Pier Fortunato Calvi una Brigata partigiana che operò sulle Dolomiti bellunesi guidata dal veneziano Alessandro Gallo “Garbin” con la partigiana Giovanna Zangrandi.
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