Via Salvo d'Acquisto
Persona
Persone onorate
Salvo d'Acquisto
- Nascita
- 1920, Napoli
- Morte
- 1943, Palidoro
Era vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri; reduce dalla guerra In Libia, e della successiva guerra in Tripolitania; rientrato a Roma in licenza per guarire dalle febbri malariche presso la Stazione Carabinieri di Torre in Pietra, quando, in zona, in seguito ad uno scoppio accidentale di materiale bellico, morirono due militari tedeschi. L’esercito di occupazione subito rastrellò 22 uomini per ucciderli per rappresaglia. D’Acquisto dopo aver tentato invano di spiegare che non era stato un agguato volontario ma un incidente e vista la posizione irremovibile, non potendo accettare che tanti ragazzi e tanti padri di famiglia fossero uccisi da innocenti, si autoaccusò dell’imboscata e si immolò per salvare 22 persone, già pronte per il plotone d’esecuzione. Il suo corpo fu lasciato per una settimana malamente sepolto in terra sconsacrata, finché due donne lo prelevarono e lo portarono nel Cimitero di Palidoro. La madre riportò il corpo del figlio al Sacrario Militare di Posillipo cinque anni dopo. Nell’86 fu nuovamente traslato nella Basilica di Santa Chiara a Posillipo. Fu un gesto di grande senso del dovere e più ancora di amore verso il prossimo, certamente ispirato da una forte fede cattolica. La Chiesa, infatti, oltre che dichiararlo Venerabile ha iniziato l’iter per la beatificazione. Monza gli ha dedicato una strada ed un Istituto comprensivo.