Le Strade di Monza
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Via Silvio Pellico

Persona
Credito: Fonte da verificare

Persone onorate

Silvio Pellico

Nascita
1788, Saluzzo
Morte
1854, Torino

Dopo gli studi e un soggiorno a Lione si trasferì a Milano dove frequentò l’ambiente dei poeti neoclassici diventando amico di Vincenzo Monti e Ugo Foscolo. Insegnò in alcuni collegi poi in nobili famiglie, fra cui i Porro Lambertenghi e, apprezzato dal conte Luigi, fu coinvolto nella fondazione e direzione del periodico “Il Conciliatore” guidato e sovvenzionato da Federico Confalonieri. Attorno a questa rivista si riunivano i più importanti patrioti milanesi degli anni Venti, aderenti alla Filadelfia, parte della Carboneria; accusato dalla polizia politica di sovversione fu processato con Pietro Maroncelli e come lui portato prima ai Piombi di Venezia e poi allo Spielberg, in Moravia, dove trascorse 15 anni di carcere duro. Distrutto nel fisico e nello spirito si ritirò a Torino dove fece il bibliotecario presso i baroni di Barolo, nobile famiglia piemontese. Scrisse vari poemi e tragedie, la più nota è “Francesca da Rimini” e il famoso libro autobiografico “Le mie prigioni”, tratte da un diario scritto in carcere la cui diffusione in tutte le lingue europee suscitò attenzione e sdegno in tutta Europa guadagnando simpatia per i moti risorgimentali italiani. Ne furono stampate 40 edizioni nonostante il tentativo di censura portato da Metternich, il primo ministro austriaco, che così commentò: “Ha fatto più danni all’immagine dell’Austria di una guerra perduta”. Riposa al Cimitero Monumentale di Torino.

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