Le Strade di Monza
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Via Vittorio Alfieri

Persona
Credito: Fonte da verificare

Persone onorate

Vittorio Alfieri

Nascita
1749, Asti
Morte
1803, Firenze

Non lo possiamo annoverare fra i protagonisti del Risorgimento, ma riconosciamo in lui, nella sua vita irrequieta e nell’opera che apre al Romanticismo, uno spirito ribelle sempre alla ricerca della libertà personale ed espressiva che ispirò particolarmente Foscolo, che, a sua volta, con il romanzo epistolare Le ultime lettere di Jacopo Ortis (1802) fu ispiratore del giovanissimo Giuseppe Mazzini. A conferma dell’importanza dell’eredità ideale fa piacere citare una sua frase è stata ripresa e utilizzata come motto della casa editrice di Piero Gobetti, 1922: “Che ho a che fare io, con gli schiavi?”. Dopo una fanciullezza solitaria e una giovinezza sempre in viaggio in tutta Europa, Alfieri si applica allo studio dei classici e della lingua italiana a Firenze, mentre produce le sue tragedie più note; ricordiamo Saul e Mirra. Notevole la “Vita” in cui esprime apertamente sé stesso, con una innovativa introspezione psicologica. Da Dante, Petrarca e Machiavelli e dagli Illuministi trasse una visione formalmente classicista, ma fortemente anti tirannica, libertaria. Insofferente di ogni legame rinuncia anche alla sua “sudditanza” dal Regno Sabaudo-piemontese, al titolo di conte e a gran parte delle sue proprietà. Morì a Firenze ed è sepolto nel tempio dei grandi intellettuali italiani: la Basilica di Santa Croce come Nicolò Machiavelli, Ugo Foscolo, Michelangelo, Galileo Galilei.

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